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Sistema terra

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Il nostro progetto è nato dall’idea di spedire un messaggio su Marte.

Questo messaggio si compone di cinque parti, ciascuna delle quali mette in luce i pregi del nostro pianeta. Con la stampante 3D si realizzerà la parte materiale del progetto, ovvero un mappamondo in scala suddiviso in parti. Il team di sviluppo e progetto ha pensato di creare un modellino  del nostro pianeta vuoto all’interno, nel quale verrà inserito un dispositivo multimediale (monitor hardware annesso) in collegamento diretto con la Terra. Questo dispositivo ci offrirà la possibilità di rimanere sempre in contatto con la superficie del pianeta e visualizzare i contenuti che dalla terra vorremo spedire.

Realizzare un prototipo funzionante prevede la collaborazione di diverse persone con competenze differenti.
La fattibilità del progetto da inviare richiede ulteriori approfondimenti e conoscenze ancora da acquisire.

Il primo file .pdf fornisce ulteriori specifiche riguardanti il progetto:

Scarica progetto

Di seguito sono elencate le varie presentazioni :

Porro Francesco : progetto acqua

Saglietto Jacopo : progetto vegetazione e disboscamento

Bertinetti Sofia : progetto aria

 

Autori iniziali del progetto:

Porro Francesco, Bertinetti Sofia, Saglietto Jacopo, Cufaj Besard, Enrico Dassano

 


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Huffingtonpost.it cita il lavoro svolto dal team di Wikipin.it

Riporto l’articolo pubblicato sull’ huffingtonpost.it dal docente Mariano Turigliatto.
In originale lo puoi leggere qui   Articolo originale leggi qui.

Mariano Turigliatto cita la nostra piattaforma wikipin.it in via di continua evoluzione mentre viene usata per la didattica di tutti i giorni dai collaboratori.

Come imparare meglio, in gara con se stessi. Ecco cos’è la Gamification

Allievi annoiati seguono la lezione per i primi cinque minuti per poi abbandonare corpo e anima a uno stand-by comatoso testimoniato dallo sguardo perso nel nulla. È una condizione usuale nelle nostre aule scolastiche, ma anche nei contesti di formazione degli adulti: dai corsi sulla sicurezza, alle convention aziendali e giù fino alle lezioni di teoria in una scuola guida. È sempre più difficile imparare, l’attenzione cala in fretta, l’interesse non riesce ad accendersi e, quando lo fa, finisce annegato nella noia di parole difficili, esposizioni poco brillanti, supporti audio/video assenti o con poco appeal.

“Immagina la stessa lezione, gli stessi argomenti, presentati con contenuti multimediali e arricchiti da dinamiche di gioco quali punteggi e premi. O, ancora meglio, lasciare spazio a giochi con contenuti didattici, prodotti per insegnare conoscenze, nozioni, e certificare il progresso con i punteggi tipici degli avanzamenti dei livelli nei videogiochi”, spiega Marco Palladino, professore di Informatica ed appassionato di Gamification, nuovo approccio all’apprendimento capace di cambiare la didattica, nella scuola e nelle attività di formazione ricorrente e permanente in genere.

“La Gamification non è la trasformazione di contenuti alti e seri in gioco, come il nome potrebbe indurre a credere, ma l’esatto contrario. Nell’insegnamento e apprendimento di contenuti alti e seri si introducono le modalità di incentivo classiche dei videogiochi: punteggi progressivi, barre che si colorano a mano a mano che si procede nell’argomento, bonus e premi virtuali che sanciscono i traguardi raggiunti”, aggiunge Marcello Bozzi, anche lui docente di Informatica e progettista, insieme a Palladino, di un sito, Wikipin, che si candida a diventare una importante piattaforma di questa attività didattica, ma non solo. Insomma, la Gamification ha anche la importante funzione nel costruire e sostenere la motivazione a imparare.

wikipin.itLa modernità della Gamification sta soprattutto però nel porre ciascuno in competizione con se stesso e in cooperazione con gli altri. Esattamente il contrario di quello che succede nella scuola d’oggi. Il sistema dei punteggi, dei bonus e delle misure “giocate” pone ciascuno in condizione di cercare di superare le sue performances precedenti (proprio come nei videogiochi), aumentando il punteggio, salendo di livello.

Per ottenere questo risultato si coopera con gli altri giocatori, ci si aiuta reciprocamente quando qualcuno è in difficoltà, si suggerisce se qualcuno non sa andare avanti e si corre per realizzare il massimo punteggio individuale possibile, senza nulla togliere ai compagni. Cooperando non riceviamo alcuna gratifica, ma accumuliamo crediti da far valere quando ne avremo bisogno: sarà quello il momento in cui altri giocatori/compagni ci daranno una mano a superare l’ostacolo. Un bel balzo in avanti, se si considera che spesso a scuola il cooperare è stato inteso come livellare verso il basso le conoscenze e i programmi.

02_fun_way_engageDietro questo nuovo approccio stanno studi e discipline che, a partire dall’analisi di cosa è cambiato nel mondo e nel singolo individuo per effetto dell’avvento della società dell’informazione, stimolano gli insegnanti più vivaci a mettercela tutta per insegnare contenuti e metodi che permettono alle nuove generazioni – a non solo a loro – di affrontare il mondo difficile con la tranquillità di chi sa padroneggiare situazioni complicate.

Quanto agli scopi della Gamification, i due professori fanno riferimento a Brian Burke, analista di Gartner che sostiene che la Gamification serve a cambiare i comportamenti, incoraggiando gli studenti ad adottare nuove abitudini, coinvolgendo i compagni; a sviluppare abilità, attraverso la simulazione che ha il vantaggio di feedback immediati; a permettere l’innovazione, perché tutta l’attività di apprendimento è basata sull’esplorazione e sul problem solving.

Marco Palladino e Marcello Bozzi da anni lavorano alla Gamification e il loro sito, ancora laboratorio in costruzione, ben rende l’idea di una complessa e affascinante idea di scuola del futuro che si potrebbe affermare, nonostante tutti gli sforzi istituzionali per mortificare l’innovazione di sostanza. Anche loro, come tutti gli insegnanti italiani, aspettano un contratto di lavoro da 6 anni e non vedono l’ora di ricevere l’aumento promesso di 8 euro al mese.

Alla Gamification ci hanno lavorato nella “vecchia scuola” e continuano a farlo nella “buona” renziana. Hanno già maturato l’allergia alla parola “riforma”, specialmente quando lascia intendere di cambiamenti che nella realtà nessuno poi incentiva a sostiene. Ma vanno avanti.


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Esplorazone didattica con la stampante 3d

Prima definiamo una nuova didattica e poi le stampanti 3D.

E’ diversi mesi che ragiono su cosa poter insegnare con la stampante 3d. Non è facile e dopo ore di confronto e brain-storming con colleghi di altre scuole sono giunto a conclusione che è tutto ancora da esplorare o quasi.

Concettualmente, ritengo che sia possibile introdurre la stampante 3D in ogni ordine e grado di scuola, da quella dell’infanzia fino ai licei e agli istituti tecnici, ma solo e soltanto se l’introduzione dello strumento sarà accompagnata da solidi programmi educativi pensati appositamente per valorizzarne l’uso didattico e non con l’unico fine di “imparare a usare lo strumento”. La cultura dei maker avanza e innova una didattica tradizionale basata sul semplice nozionismo.

Alla scuola e alla società non servono bravi tecnici di stampanti 3D, ma ragazzi abituati ad avere un approccio di tipo “problem solving”.3dprinting E le stampanti 3D – così come la robotica, Arduino, e la filosofia maker in generale – è in grado di svilupparlo. Basta assistere ad una gara di robotica competitiva dove partecipano le scuole, per rendersi conto che quando la tecnologia è impiegata per rinforzare l’apprendimento delle normali discipline scolastiche i risultati sono sorprendenti. Soprattutto quando si supera il pregiudizio che questi strumenti servano soltanto agli istituti tecnici. Tramite software come Doodle3D e Tinkercad è possibile iniziare a lavorare dalla scuola dell’infanzia e poi crescere fino alle superiori, definendo per ogni ordine e grado compiti adatti all’età de gli studenti.

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Ci siamo. Adesso la stampante è arrivata nella scuola dove insegno e di idee ne ho abbastanza ma sinceramente vorrei che le idee fossero quelle degli studenti che sono molto più intelligenti di quello che immaginiamo.

Ecco il forum dedicato alla stampa 3d appena aperto.

Forum dei maker con le stampanti 3d

Buon lavoro e buona condivisione.

 

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Quali strumenti utilizzo per produrre videogiochi?

Ciao,

una delle domande più frequenti che ricevo dai miei studenti è: “cosa utilizzo per produrre un videogioco? Qual’è il migliore linguaggio di programmazione? Quale ambiente di sviluppo è più veloce?….  e così via”.

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Spesso mi vengono poste domande del genere nei corridoi al cambio d’ora o negli ultimi 3 minuti prima del suono della campanella.

Provocatoriamente rispondo sogghignando frasi come “dipende” o “che gioco vuoi progettare?”  rispondendo a domanda con domanda. La realtà è che pochi hanno la risposta veloce immediata e facile a queste domande e poi a domande così complesse ci vuole più che pochi secondi per rispondere.

Scrivo questo articoletto per dire ai miei studenti….” vai a leggere l’articolo su wikipin.it….” e probabilmente dopo avrai le idee ancora confuse. Risposte esaustive in merito probabilmente non esistono.

Ma ho deciso di recensire una lista di middleware e mobile tools adatti allo sviluppo di app e orientati allo sviluppo di videogames.
Spiego sempre ai miei studenti che il paradigma ad oggetti ha cambiato la storia della produzione del software.
Tutti i seguenti tools utilizzano il paradigma ad oggetti come base di partenza per sviluppare e modellare software dal games al gestionale o al programma scientifico.

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Ecco la mia classifica che però non tiene conto delle tue esigenze e dei tuoi obiettivi specifici. Contattami se vuoi avere consigli in merito o per seguire un corso di programmazione dedicato al tema.

1)  Unity    www.unity3d.com

Utilizza codice C# o suo proprietario nelle fasi di scripting degli oggetti modellati graficamente dal suo IDE e design ambient avanzatissimo. Ha la suite per produrre sia 3d games che 2d games. È mantenuto regolarmente ed è quello utilizzato sia dalle major games industries che dagli indie developers. Con questo tools puoi fare i big money.

2) Unreal Engine 4 della Epic Games  www.unrealengine.com

Ottimo prodotto, competitor del precedente e non solo un powerful engine dedicato alla produzione per PC ma anche per diversi high-end tech devices. Sfrutta molto bene le GPU delle schede grafiche per modellazione 3d veramente spinta. Forse troppo per chi vuole iniziare a programmare videogiochi 2d.

3) Corona SDK   www.coronalabs.com

Utilizzata da più di 300.000 sviluppatori è una cross platform development toolkit adatto alla creazione di giochi 2d per mobile in tempi relativamente veloci. Utilizza librerie come Opengl, Openal, Box2D, Sqlite, Facebook API e il linguaggio di programmazione è un C-like di nome LUA. Se vuoi sviluppare velocemente per iPhone potrebbe essere una soluzione ma i tempi di deployement con la Apple sono sicuramente lunghi e complessi.

4) LibGDX  libgdx.badlogicgames.com

Una libreria open-source licenziata sotto apache 2.0 Libgdx è un framework di JAVA che abilita gli sviluppatori a creare giochi 2d e 3d. Il deploy finale può essere fatto verso una miriade di piattaforme attraverso l’unificazione delle API per Mobile. E’ una libreria per chi ha serie basi nella programmazione ad oggetti e la sconsiglio assolutamente ai neofiti e agli hobbisti.

5) Construct 2 www.scirra.com

Un’ottima soluzione per coloro che non hanno esperienza di programmazione avanzata ma che vogliono passare ore nel creare giochi 2d per mobile o web in semplicità e con un linguaggio di programmazione imperativo di scripting senza codice e sintassi da rispettare. Facile ma in ultima analisi complesso se si vogliono creare cose serie.
La parte tutoriale e del forum è utile e assolutamente da frequentare per avere trucchi e consigli.
Ecco i miei cinque preferiti….  ma attento al salto che fai 😉

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ma  la lista continua:

App Game Kit   www.appgamekit.com

WWISE              www.audiokinetic.com     utilizzato per l’audio developement dei giochi in unity

Marmalade        www.madewithmarmalade.com

Project Anarchy  www.projectanarchy.com

Fmod                 www.fmod.com

ARM         www.malideveloper.arm.com

NextPeer     www.nextpeer.com

Upsight       www.upsight.com

DeltaDNA    www.deltadna.com

HAXE     www.haxe.org

COCOONJS     www.ludei.com

 

Adesso posso immaginare che tu sia ancora più confuso. Puoi contattarmi liberamente per iscriverti alla nostra mailing list dei wikipin game developer e possiamo capire principalmente quali sono i tuoi obbiettivi per poi scegliere una strada corretta.

Buon divertimento
Marco Palladino